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Citazioni di Scienziati e Studiosi

Prof.Claude Reiss, direttore emerito CNRS- Parigi, pres Antidote-Europe:

“Il fatto che la stessa sostanza possa essere dichiarata ‘inoffensiva’ o ‘cancerogena’ a seconda della specie animale utilizzata, fa della sperimentazione animale lo strumento ideale per commercializzare ogni tipo di prodotto, anche se pericoloso, e permettere a tacere le vittime che osassero fare causa al produttore.”

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NRC, Consiglio Nazionale delle Ricerche USA, luglio 2007:

Presentazione del Rapporto di aggiornamento sulla tossicologia, richiesto dall’EPA (Agenzia per l’ambiente) intitolato “Tossicologia del XXI secolo: una visione e una strategia”. In esso viene annunciata una rivoluzione, all’epoca già iniziata: le valutazioni di tossicità (che coprono il 75% dei test su animali effettuati nel mondo, ndr) abbandoneranno il “modello animale”, da tempo contestato in quanto inaffidabile e privo di predittività per la specie umana (vedi i numerosi articoli in merito a ciò già pubblicati su Nature, BMJ, New Scientist, Scientific American, Sapere, Biologi italiani, the Scientist, ecc.), per fare ricorso al grande potenziale di una moderna ricerca, perlopiù in vitro e su cellule umane, ispirata alle straordinarie nuove conquiste della scienza (specie nella genetica e nella biologia).Tale rivoluzione, secondo il Rapporto, costituisce “un avvenimento epocale, di quelli che danno un nuovo corso alla storia della scienza, come è avvenuto con la scoperta della penicillina, con quella del DNA, con la nascita del primo computer… “


Nel giro di pochi mesi le maggiori agenzie di controllo statunitensi (EPA, FDA, NIEHS, ecc.) presentano in occasione dell’Assemblea della AAAs, American Association for the Advancement of Science, un progetto nazionale quinquennale di tossicologia cellulare, che è ancora in corso.

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Prof. Jeremy Rifkin, l’Espresso (15.11.07) un articolo dal titolo “La grande notizia scientifica dell’anno 2007 di cui non avete mai sentito parlare” in cui egli osservava:

“Da anni leghe anti-vivisezione e associazioni animaliste sostengono questa tesi e da anni esse vengono schernite da enti scientifici, associazioni mediche e lobby industriali che le accusano di essere contro il progresso e di tenere più agli animali che alle persone. Ora però è l'establishment scientifico a essere arrivato alle stesse conclusioni: le prove di tossicità eseguite sugli animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità.”

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Prof. Umberto Veronesi, Istituto Europeo dei Tumori:

"Il tumore che insorge spontaneamente nell'uomo nulla ha a che vedere con il tumore indotto artificialmente nel topo" (da "Un male curabile").

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Alcuni dati statistici
Il 92 per cento dei farmaci che risultano innocui sugli animali vengono poi scartati durante le prove cliniche sull’uomo (dato di “Pubmed”, Inghilterra)
5-25 per cento è, secondo Ralph Heywood, ex direttore del centro di ricerca inglese Huntington Life Sciences, la coincidenza tra la reazione dell’animale e quella dell’uomo
82 per cento è la quota dei medici inglesi preoccupati per i danni prodotti dalla sperimentazione su animali (Studio di Tns Healthcare)
4° posto è la posizione delle malattie iatrogene (cioè provocate dai farmaci) nella classifica delle cause di morte dei paesi industrializzati.
Il 43% dei risultati ottenuti sui topi discordano da quelli ottenuti sui ratti, loro stretti parenti, o viceversa. (Prof  Bruce Ames, Università di California).

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Fortune, 2004:

“Perchè stiamo perdendo la guerra contro il cancro”: 

"Se considerate i milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare e poi li confrontate con ciò che siamo riusciti, o meglio non siamo riusciti a fare, nella cura delle metastasi umane, vi renderete conto che in quei modelli qualcosa è sbagliato."

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Editoriale di “Nature”, 10/11/05:

“Gli scienziati dell’ECVAM, Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi, sostengono che i test su animali sono altamente inaffidabili, che i metodi sostitutivi miglioreranno le valutazioni di tossicità e che è d’obbligo mettere in evidenza la maggiore predittività dei nuovi metodi”.



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Lancet (6/2011):

Lettera aperta di numerosi scienziati inglesi indirizzata al primo ministro Andrew Lansley: essi esprimono l’apprensione per i numerosi decessi dovuti alle reazioni avverse ai farmaci. Questi sono in parte causati, secondo gli scienziati, dalla sperimentazione animale che precede la loro commercializzazione.
Tony Dexter, direttore di un laboratorio di ricerca nel Cheshire e firmatario con molti altri di questa lettera, ha dichiarato: "Un problema fondamentale è che un topo non è un essere umano. I topi sono diversi nella taglia, nel metabolismo, nella dieta alimentare, quindi l'uso di animali per la previsione degli effetti sugli esseri umani è difficile. Il cinquanta per cento dei composti che si dimostrano innocui nei ratti dà prova di non essere innocuo negli esseri umani, quindi è davvero come fare il lancio di una moneta".



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Prof. Thomas Hartung, già direttore del ECVAM, European Center for Validation of Alternative Methods, oggi direttore del CAAT, Center for Alternatives to Animal Testing della Johns Hopkins University (Nature, 10/11/05):

“I test di tossicità sui quali I legislatori devono fare affidamento per raccogliere informazioni sono bloccati in metodi basati su esperimenti animali assai poco predittivi.(…) Abbiamo oggi la possibilità di partire da zero con metodi che hanno un reale valore predittivo”. Hartung definisce inoltre, nello stesso articolo, la sperimentazione sugli animali quale “cattiva scienza”.

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Dott. Herman Koëter, copresidente del “VII Congresso Mondiale sulla sperimentazione animale e i metodi alternativi” (2009), già direttore dell’EFSA, riferendosi ai nuovi metodi in vitro:

“Le nuove tecnologie sono capaci di raccogliere una quantità mai raggiunta prima d’informazioni sui possibili effetti avversi recati da una sostanza ai sistemi biologici. Sono anche in grado di generare una quantità di conoscenza di gran lunga maggiore di quella che fino ad oggi abbiamo saputo individuare e capire. Esse ci faranno considerare, in un futuro assai vicino, l’uso degli animali a fini sperimentali estremamente obsoleto”

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Prof. Gianni Tamino, presidente del Comitato Scientifico EQUIVITA:

“Le affermazioni di Hartung, che siamo felicissimi di leggere su “Nature”, sono identiche a quelle che facciamo da oltre 30 anni e che sempre abbiamo visto respinte. Non recriminiamo per il mancato riconoscimento (che non ci interessa) recriminiamo per i molti anni persi nella cura di tante malattie; per la lunga sofferenza, durante questi anni, di persone e animali.”

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Professor Robert Weinberg di MIT:
“Ogni anno le industrie farmaceutiche sprecano migliaia di milioni di dollari usando come modelli i roditori nella ricerca oncologica” e “Se considerate i milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare e poi li confrontate con ciò che siamo riusciti, o meglio non siamo riusciti a fare nella cura delle metastasi umane, vi renderete conto che in quei momenti qualcosa è sbagliato.”

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Prof. Claude Reiss, (Sapere, 2006):

“L'Unione Europea ha una grande occasione: il programma REACH, grazie al quale tutte le sostanze chimiche presenti sul mercato dovranno essere testate per i loro effetti collaterali sull'essere umano e sull'ambiente. Un'impresa imponente i cui costi dovranno essere tutti a carico delle industrie. Se i test verranno eseguiti su animali si stima che ne verranno sacrificati 100 milioni, al prezzo di 100 euro l'uno, per un totale di 11 miliardi di euro. Tra l'altro sono test che durano mesi e mesi per una sola sostanza e si finirebbe forse nel 2100. Per avere cosa? Dei risultati che non sono attendibili. Con i metodi di tossicogenomica (metodo che analizza gli effetti di una sostanza sulla cellula umana studiando le reazioni dei suoi geni) si potrebbero diminuire i costi di centinaia di volte e si potrebbe finire il lavoro in 2-3 anni.

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David Biello, Scientific American. 13.10.11:
I robot consentono che la Valutazione di tossicità delle sostanze chimiche venga effettuata ad altissima velocità. 
Per la prima volta è in corso lo screening di migliaia di sostanze chimiche di uso comune
.
“I test tradizionali di tossicità sono costosi, crudeli, molto lenti e soprattutto non rivelano come una sostanza chimica possa agire sull’organismo umano. Essi richiedono inoltre l’impiego di un numero molto elevato di animali, (roditori, conigli e cani), talvolta migliaia di animali per un singolo test. Per esempio per un solo test di tossicologia riproduttiva si usano 2.600 animali e un minimo di 2 anni, con un costo di $ 380.000. Il nuovo metodo Comp.Tox applica invece metodi di ricerca innovativi che si valgono dei progressi in biologia molecolare, chimica e informatica per giungere ad una classifica più efficace delle sostanze chimiche, basata sui rischi che comportano.
[…] Comp.Tox è stato sviluppato dopo che il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha pubblicato alcuni anni fa un Rapporto (“Toxicity testing in the XXI century” ndt) in cui si appella al mondo della scienza affinché i metodi antiquati che si valgono del modello animale  vengano sostituiti da una ricerca fatta quasi esclusivamente su cellule e tessuti umani (il progetto, chiamato Tox.cast  fa parte del progetto battezzato Tox21 dagli scienziati che ci lavorano). Questo cambiamento non recherà soltanto una riduzione impressionante nell’uso di animali, ma anche un approccio più rapido e più economico alla tossicologia.”
 


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Vittorio Prodi: “Human Toxome”, un nuovo orizzonte per la valutazione di rischio (Conferenza al Parlamento Europeo – 15.05.12) Abstract:

La tossicologia non produce oggi i risultati necessari alla sicurezza dei prodotti e non si avvale sufficientemente delle più avanzate tecnologie. Essa si vale dello studio degli effetti avversi sulla salute di animali che vengono sottoposti ad alte dosi di sostanze tossiche, con la successiva estrapolazione all’organismo umano per dosi inferiori. Ma noi non siamo ratti da 70 kg. nutriti con alte dosi di sostanze chimiche. Il sistema è costoso, molto lento, di bassa produttività e spesso i suoi risultati sono scarsamente predittivi per la salute umana. I metodi di valutazione tossicologica sono praticamente gli stessi per i prodotti chimici industriali, per i pesticidi e per i farmaci; ci hanno portato ad un arretrato di più di 80.000 sostanze chimiche alle quali siamo potenzialmente esposti e la cui potenziale tossicità è ancora prevalentemente sconosciuta.
Negli Stati Uniti è stato lanciato un nuovo progetto di tossicologia che comprende lo studio, di alta predittività e produttività, di cellule (di origine umana) per la valutazione delle modifiche nei processi-chiave di tossicità e lo studio di test mirati contro questi processi. La mappatura dell’insieme di questi processi (da qui il nome di “Human Toxome Project”) potrebbe essere un progetto di vasta scala, forse pari a quella del Human Genome Project. Potrebbe fornire opportunità straordinarie per REACH, per la valutazione di tossicità nei cosmetici (tra poco vietata su animali), per le normative sui pesticidi e lo screening degli interferenti endocrini, riducendo allo stesso tempo la sofferenza animale. Come può l’Europa contribuire a questo traguardo?

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Dott. Enrico Moriconi, presidente AVDA, Associazione Veterinari per i Diritti Animali:

"Stupiscono le dichiarazioni a favore della sperimentazione animale, dal momento che voci autorevoli esprimono motivate critiche sull'efficacia di tale pratica. Sperimentare sugli animali non significa accrescere la sicurezza delle persone perché spesso induce false certezze. Dovremmo impegnarci piuttosto per trovare metodi sostitutivi che diano maggiori sicurezze senza comportare indicibili sofferenze per gli animali".

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Dott. Massimo Raviola, membro e tesoriere di ASSOVET (Associazione italiana medici veterinari titolari di struttura privata):

“Finchè non capiremo in coscienza che solo con il rispetto e la tutela degli altri esseri viventi, potremo finalmente pensare di marciare verso un mondo migliore e più sano, il nostro destino sarà, come possiamo già ben vedere oggi, di vivere in una società in cui, nonostante tutta questa grandiosa ricerca a scapito degli animali, la malattia è sempre più presente, la cronicizzazione delle patologie che ci interessano è sempre più diffusa e di fatto il benessere umano è sempre più deficitario”.

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Dott. Oscar Grazioli, consigliere di ASSOVET:

“Da Cartesio in poi non siamo mai riusciti ad abbandonare un tragico errore metodologico che costringe l’umanità a sprofondare nel buio dell’Alzheimer, del Parkinson, della sclerosi e delle distrofie, studiate su cani, ratti, scimmie e anfibi, organismi completamente diversi dal nostro.Milioni di animali, ogni anno, subiscono nei laboratori avvelenamenti con sostanze chimiche, farmaci e cosmetici, induzione di malattie di ogni genere che sono solo uno specchio
deformante, un’imitazione farlocca di quelle umane. Subiscono esperimenti senza senso, utili solo a gonfiare i punteggi per concorsi e stipendio [...] La ragione umanitaria per cui questi sacrifici sono “necessari” rappresnta la più tragica balla che vi hanno mai raccontato".

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“Tossicologia del XXI secolo: una visione e una strategia”, 2009:

“La tossicologia si sta avvicinando ad un evento epocale, di quelli che hanno dato un nuovo corso alla storia della scienza, come la scoperta della penicillina, quella del DNA, la nascita del primo computer. Essa è in procinto di avvalersi delle rivoluzioni avvenute nella biologia e nella genetica [...] le prove di tossicologia saranno trasferite da un sistema basato sullo studio dell’animale intero ad un sistema basato principalmente sui metodi in vitro, questi ultimi essendo in grado di valutare i cambiamenti nei processi biologici con l’osservazione di cellule, preferibilmente di origine umana”
Rapporto NRC

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Prof. Thomas Hartung, “Nature”:
“Come tossicologo dichiaro che non vi e’ alternativa a REACH, ma allo stesso tempo che non vi può essere REACH senza metodi alternativi”.
“E’ molto difficile che i risultati forniti dalla sperimentazione animale possano essere trasferiti all’uomo. Circa il 60% delle sostanze che, in seguito ai test su animali, vengono classificate come tossiche, sono in realtà innocue per l’uomo. Di conseguenza avviene che numerosi farmaci o sostanze chimiche non vengano autorizzati, malgrado possano essere tollerati dall’uomo senza problemi. Come pure avviene che svariate nuove sostanze, quali ad esempio delle proteine e degli anticorpi, progettate su misura per l’uomo, non siano state sviluppate perché le prove successivamente eseguite su animali non hanno potuto confermare la loro efficacia.”
“Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso, vivono più a lungo ... e inoltre sono esposti ad una grande varietà di fattori ambientali (...) se non fossero stati effettuati tanti test su animali, oggi avremmo probabilmente disponibili modi più efficaci di curare le malattie.”
“Non siamo ratti da 70 kg!”

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Prof. Bruce Ames, preside della Facoltà di Biochimica (Università della California):

“I rischi di tumore determinati da sostanze tossiche si studiano con esperimenti su topi e ratti e il 42 per cento delle sostanze finora esaminate si è rivelato positivo nel topo e negativo nel ratto, oppure il contrario. Quindi, se due animali strettamente imparentati e di vita breve come il topo e il ratto forniscono risposte completamente diverse (...) se ne deve dedurre che la traslazione dei risultati sull'uomo è molto più opinabile”

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Dott. Albert Sabin:

“I cancri da laboratorio non hanno nulla a che vedere con quelli naturali dell’uomo”.

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Dott. Francis Collins, direttore del National Human Genome Research Instiute:

“Gli studi condotti sugli animali sono lunghi, dispendiosi e non sempre funzionano”.

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Secondo Samuel Wilson, capo del NIHS:

“I laboratori potranno presto usare i nuovi test per studiare centomila composti in due soli giorni. Risultato che oggi si potrebbe ottenere solo lavorando sette giorni su sette, per sei mesi”.

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Dott. Francis Collins, direttore del Nhgri:

“La tossicologia praticata fino ad oggi si basa sugli animali, ai quali si somministra la sostanza da analizzare, per poi vedere se si ammalano... La tossicologia cellulare o tossicogenomica si basa invece sull’osservazione in vitro della reazione delle cellule ad una molecola. Non servono cavie, ma linee cellulari umane. Si studiano le alterazioni del materiale genetico cellulare dopo avere applicato - a concentrazioni e per durate di tempo variabili – la sostanza da analizzare su ogni tipo di cellule (renali, epatiche, pancreatiche, cerebrali, ecc.)”.

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Prof. Claude Reiss, presidente di Antidote Europe, “Science” (15/02/08):

“L'enorme interesse della tossicogenomica sta anzitutto nel suo alto livello di automazione e di rapidità, che riduce immensamente i costi. Mentre prima si potevano effettuare in un anno dai 10 ai 100 test tossicologici (sui roditori), con la tossicogenomica si possono portare a termine più di 10.000 test in un solo giorno. Ciò consente l’analisi delle innumerevoli combinazioni di sostanze che sono intorno a noi e causano il costante aumento di malattie quali cancro, Alzheimer, Parkinson, sterilità, malformazioni, allergie, asma, ecc.”

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Dott. Alison Abbott sul numero del 10 novembre 2005 di Nature:

“La maggior parte dei test su animali sovrastimano o sottostimano la tossicità, semplicemente non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo”. ”Le pressioni commerciali e politiche spingono l’Europa a mettere fine all’uso della sperimentazione animale in tossicologia. Un cambiamento che porterà ad una scienza migliore”. Ma vanno ricordati anche altri articoli recentemente apparsi in altre prestigiose riviste, come New Scientist, Scientific American, Sapere, Biologi Italiani, ecc.

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Prof. Thomas Hartung, direttore dell’ECVAM (Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi) e consulente scientifico dell’UE (Nature 10/11/06):

“Le prove su animali sono scienza di cattiva qualità. Dalla loro sostituzione dipende la vita di milioni di esseri umani, essendo ormai dimostrato che all’inquinamento chimico è dovuto il costante aumento di tumori, malattie neurodegenerative, malformazioni, disordini del sistema endocrino, riproduttivo, ecc...

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Prof. Luigi Campanella, Presidente eletto della Società Chimica Italiana Ordinario di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali e Docente di Chimica Analitica - Università “La Sapienza” di Roma:

“Il cittadino ha bisogno di sentire la Scienza come un suo alleato, che lo difenda, lo protegga, lo garantisca rispetto ai numerosi rischi e pericoli a cui è continuamente esposto e alle scelte che, di volta in volta, è costretto a prendere, spesso con ignoranza del contenuto delle stesse. Quindi, una società scientifica seria, secondo me, deve, come primo traguardo, trovare un collegamento con la società civile, per rappresentare una sorta di “braccio armato” (nel senso buono della parola), al quale la società si possa appoggiare per avere quelle informazioni, quelle indicazioni, libere da qualsiasi condizionamento politico, che sono fondamentali per la qualità della vita.”

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“Vivisezione o Scienza”, Pietro Croce, Edizioni Calderini, anno 2000, pag. 117:

“Ridurre+Raffinare+Rimpiazzare: un generoso regalo. I vivisettori e vivisezionisti dovrebbero professare una immensa gratitudine a Russell e Byrch, che nel 1959 ebbero questa brillante idea a sostegno della vivisezione ...”

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Pubmed:

“La sovrapponibilità dei risultati ottenuti sugli animali con quelli ottenuti sull’uomo è del 18%”

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Dott. Pietro Croce, “Vivisezione o Scienza”:

“Ho eseguito esperimenti sugli animali per molti anni. Obbedivo ad un’ammuffita logica positivistica che m’era stata imposta durante gli studi universitari e che a lungo mi ha condizionato negli anni successivi. “Il positivismo scientifico”: la sola logica possibile nella ricerca medico-biologica. Ma già il sostenere che il pensiero umano possa vere una “sola logica possibile” equivale ad ammettere l’incapacità di guardare in più d’una direzione. Con la mente affollata di nozioni apprese ex cathedra, dai libri, dalla pratica in ospedali italiani ed esteri, cercavo di dare ordine al mio pensiero, mi sforzavo di disporre su un filo logico le mie convinzioni. Ma era come cercare di comporre le figure di un puzzle uscito difettoso dalla fabbrica: le tessere non si combinavano fra loro; ne uscivano figure sbilenche, separate da vuoti incolmabili, in un incastro che alla minima scossa si sfasciava sparpagliandosi in un disordine caotico. Mi dissi allora: - Ci dev’essere qualcosa di sbagliato nel pensiero e nella prassi medica. E questo qualcosa dev’essere fondamentale ed elementare allo stasso tempo: capace di minare tutto ciò che gli consegue. Un errore metodologico, dunque. ”

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Hans Ruesh, “Imperatrice Nuda”:

"Questa dunque sarebbe l’attuale “scienza medica” che, sfruttando la codardia e l’ignoranza dei più, e con la complicità spesso involontaria dei grandi mezzi d’informazione, è riuscita a far credere di essere depositaria di conoscenze occulte che al comune mortale non è dato penetrare, e da cui dipende la salvezza dell’umanità. Dinanzi a tale Scienza s’inchinano popoli e governi, immaginandola come una dea onnipossente e bellissima, smagliante di ori e broccati, su cui i sudditi non devono permettersi di alzare lo sguardo. Se avessero il coraggio di farlo, vedrebbero che la loro imperatrice è nuda e orrenda. Cupidigia, incompetenza, vanità, insensibilità, sadismo, stupidità, sono le accuse che questo trattato muove a tutta la pratica della vivisezione. L’atto di accusa che segue non esagera nulla. Non solo perché in tema di vivisezione ogni esagerazione è superflua, ma perché è impossibile”.

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Prof. Thomas Hartung:

“I test di tossicità che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente ‘cattiva scienza’. Oggi abbiamo l’opportunità di incominciare da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti, che forniscono un reale valore predittivo.”

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Dott. Alison Abbott:

“ [...] malgrado sia riconosciuta la cattiva qualità della maggior parte dei test su animali, che non sono mai stati sottoposti ai rigori della validazione oggi imposta ai metodi alternativi in vitro. La maggior parte dei test su animali sovrastimano o sottostimano la tossicità, o semplicemente non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo.”

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Dott. Horst Spielman (tossicologo del Federal Insrtitute for Risk Assessment, Berlino):

“I test di tossicologia embrionale fatti su animali non sono affidabili per la previsione nell’uomo: quando scopriamo che il cortisone è tossico per gli embrioni di tutte le specie testate, eccetto quella umana, cosa dobbiamo fare?”

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British Medical Journal:

Ian Roberts, Professore della London School of Hygiene and Tropical Medicine (Reviewing Animal Trials Systematically -RATS- Group) ha condotto con altri colleghi (Pandora Pound, research fellowe Shah Ebrahim, professor, Department of Social Medicine, University of Bristol; Peter Sandercock, professor, Department of Clinical Neurosciences, University of Edinburgh, Western General Hospital,; Michael B. Bracken, professor, Center for Perinatal, Pediatric, and Environmental Epidemiology, Yale University School of Medicine, New Haven) un’analisi comparativa delle risposte fornite dall’animale da laboratorio e di quelle che sono state riscontrate nell’uomo, in alcune decine di casi, per arrivare alla conclusione che la rilevanza clinica dei modelli animali è dubbia per:
• le differenze di metabolismo tra una specie animale e l’altra, che portano a risposte diverse per la tossicità e per l’efficacia.
• Le notevoli e spesso imprevedibili differenze tra le diverse malattie indotte sulle varie specie e ceppi animali, e la malattia umana che in tal modo si pretenderebbe di studiare.
La loro indicazione finale è che "idealmente, non si dovrebbero eseguire nuovi studi basati su animali, finché non si siano utilizzati nel modo migliore quelli già eseguiti e finché la loro validità e generalizzabilità alla medicina clinica non sia stata valutata."

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New Scientist:

In uno studio fatto da J.Prineas e M. Barnett dell’Università di Sydney, Australia, durato alcuni anni, sulla sclerosi multipla (SM). Il tessuto cerebrale di 300 pazienti affetti da sclerosi multipla è stato preso in esame e gli scienziati hanno concluso che la SM è dovuta alla morte delle cellule cerebrali che producono la mielina, che protegge le cellule nervose, Gli studi sugli animali avevano invece in precedenza sempre fatto credere che la SM derivasse dal cattivo funzionamento del sistema immunitario del paziente. Questa convinzione era basata sul fatto che si assimilava la SM alla Experimental Allergic Encephalitis (EAE) indotta artificialmente negli animali da laboratorio.
Già nel novembre del 2002 tre neurologi dell’Università di Glasgow e del Leiden Medical Center dichiaravno nelle loro pubblicazioni che il progresso della ricerca era stato arrestato dall’inadeguatezza del modello animale.

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Il"National Institute of Environmental Health Sciences" che si occupa proprio di studi sugli animali e che, nell'aprile del '93, ha dichiarato che secondo i suoi esperti e scienziati molte sostanze chimiche provocano effetti del tutto differenti nell'organismo umano e in quello animale, ragione per cui non sono attendibili i limiti posti all'utilizzo di centinaia di componenti chimici, ritenuti cancerogeni, dopo gli esami eseguiti su topi (Corriere della Sera, 4/4/93). Anche "Time magazine" (19/10/92), facendo riferimento a studi di ricercatori dell'Università di California e di Berkeley, pubblicati su "Science", scriveva :"il metodo tradizionalemnte usato per determinare il rischio di cancro (il metodo di sperimentazione animale) è fallace e deve essere sostituito."

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Dott. Robert Sharpe, "Animal experiments, a failed technology":

"La maggior parte delle reazioni negative che hanno luogo nei pazienti non possono essere dimostrate, anticipate o evitate grazie agli esperimenti di routine di tossicità subacuta e cronica."

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Prof. Ames, preside della Facoltà di Biochimica-Università di California:

“I rischi di tumore determinati da sostanze tossiche si studiano con esperimenti su topi e ratti e il 42 per cento delle sostanze finora esaminate si è rivelato positivo nel topo e negativo nel ratto, oppure il contrario.”

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(NRC 2007, pagina 1):

“Avanzamenti in tossicogenomica, bioinformatica, sistemi di biologia, epigenetica possono trasformare i test di tossicità da un sistema basato sugli animali a uno fondato su esperimenti in vitro che valutano i cambiamenti nei processi biologici usando cellule, linee cellulari o componenti cellulari preferibilmente di origine umana.”

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Dott. André Menache, “Toxic waste”:

“Ora, tramite le sequenze genomiche possiamo comprendere , per esempio perché alcuni individui
recepiscono dosi terapeutiche, di farmaci o di elementi chimici, in modo minore o maggiore di altri, basandoci sul loro profilo genetico, tramite la moderna concezione di medicina personalizzata. Ci troviamo di fronte a un paradosso nel quale un gruppo di scienziati attentamente registrano il comportamento specifico di un gene umano in risposta a un componente chimico, mentre un altro gruppo in un diverso laboratorio costringe una scimmia a una maschera d'ossigeno e in seguito alla morte, per studiare la sorte dello stesso agente, sugli umani.
In UK il 95% dell'uso di primati è legato ai parametri legislativi, primariamente per fini tossicologici e salute farmaceutica”.
[…] “Nel 1981 i tossicologi Gerhard Zbinden e Marilena Flury-Roversi compararono i valori di dosi letali provenienti dai tests tossicologici sugli animali con i casi di avvelenamento accidentale umano e conclusero che il metodo LD50 ha davvero poco valore”.
[…] “Gli scimpanzé sono essenzialmente immuni all'AIDS, epatite B, e alla comune malaria, tre malattie che uccidono milioni di persone ogni anno.”

Comparazione di alcuni tests  LD50 su ratto e topo con le dosi letali degli stessi agenti chimici per l'essere umano

Elementi                                 Ratti              topi              essere umano
chimici                                    con dose        con dose      dose letale
                                                 LD50              LD50           mg/kg
                                                mg/kg            mg/kg

Paracetamiolo                        2404               338                 271.4

acido acetilsalicilico                200              232                  385.7

Diazepam                                352               45                     71.4

Digoxin                                    28                18                      0.1

Metanolo                               5619            7289                 1569

Etanolo                                 7057            3448                 4712.2

Malathion                              290              190                  742.8

Nicotina                                  50                 3                      0.7

Warfarin                                  2                   3                    107.1

Lindane                                  76                44                    242.9

Cloroformio                           908              36                     999.8

Solfato di Atropina              585                456                 1.7

Potassio cloride                   2598             1499            285.5

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Honess et al, 2004:

“Il trasporto dei macaco verso gli Stati Uniti ha una durata molto lunga, spesso arriva a 58 ore e spesso gli animali muoiono durante o dopo il viaggio. (Honess et al, 2004)
Inoltre essi vengono poi rinchiusi singolarmente in gabbie ristrette e anguste, questi primati sono animali molto socievoli e vivono in branco, per la loro natura questa condizione crea forte disagio.
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Puente et al., 2006:

“Riguardo i roditori e i primati, essi così vicino a noi zoologicamente, esibiscono elementi marcatamente differenti dai nostri in termini di metabolismo” Caldwell, 1992, p.106
“I 20 geni implicati nei tumori umani sono notevolmente differenti negli scimpanzé"

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YAsuhiro et al., 2009:

“Gli animali catturati in Vietnam possono rispondere in modo differente ai test tossicologici di quelli prelevati nelle Filippine.”

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Dott. André Menache, “Test cosmetici: un inganno a livello pubblico?”:

“La CE nel 1992 ha istituito il Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi che fin dalla sua fondazione è stato assalito da un sottofinanziamento cronico e da carenza di personale. Ad oggi ha validato circa 30 test alternativi, la maggior parte dei quali si basa tuttora su animali vivi o prodotti animali.”
[…]“In base all'Analisi d'Impatto Approfondita della CE, i benefici del REACH per la salute pubblica ammonteranno intorno a 50 miliardi di euro nell'arco di 30 anni.
[…] “Il documento della NRC ( Tossicologia del XXI secolo, una visione e una strategia) fonde biologia umana e screening applicato a grandi numeri. Uno degli elementi chiave di questa strategia è l'impiego della tossicogenomica unitamente a cellule primarie di origine umana o linee cellulari umane.”
[…] “E' indispensabile non equiparare o confondere il concetto scientifico predizione con quello di analisi retrospettiva. Il campo della tossicologia è stato fin troppo spesso, vittima di questa confusione.”
[…] “1. è inaccettabile causare sofferenze agli animali in nome della vanità umana 2. i test sugli animali appartengono al XIX secolo 3. sono inaffidabili e irrilevanti per la salute umana 4. sono già disponibili metodi scientifici moderni
5.in base alla strategia di test per livelli e all’approccio del peso dell’evidenza, l’uso di dati sull’uomo avrà sempre più rilevanza dei dati sugli animali Non vi è carenza di finanziamenti e innovazione scientifica. Il solo ostacolo al progresso è il volere politico.”

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Dott. André Menache, “Sostituzione dei primati nelle ricerche neurologiche”, 2010:

“Molti ricercatori nel campo della neurologia non usano animali nei loro esperimenti, la società ha lasciato la decisione nelle mani del singolo scienziato, questa è la differenza riguardo i tests sui farmaci, dove la legge crea difficoltà nel vietare l'uso di animali.”
[…]“La maggior parte delle persone che pagano le tasse non sa che i loro soldi sovvenzionano gli scienziati che conducono esperimenti invasivi sul cervello delle scimmie. Realisticamente le chance che che ci possano essere reali benefici per l'uomo da questi studi sono davvero remote.”
[…]“Su circa 25000 articoli scientifici su questo argomento il 2% contiene un'applicazione potenziale sull'uomo e solo lo 0,004% possiede uno sviluppo utile per l'uso di certi medicinali.”
[…] “Il cervello dei mammiferi marini è progettata per la vita marina, caratterizzato da un sistema sonar potente per la navigazione e la comunicazione. Il cervello delle scimmie non è una versione in scala ridotta di quello umano, piuttosto ogni cervello di primate è il risultato unico di una evoluzione della biologia, modellato per milioni di anni da influenze naturali, sociali e genetiche.”
[…]“Il cervello lavora nello stesso modo di un'orchestra dove i neuroni sono i musicisti. Utilizzare il cervello delle scimmie per capire quello umano è come suonare Tchaikovsky con il bongo.”
[…]“-Gli esseri umani hanno un'area di processo visuale che non esiste nelle scimmie. -Le fasi di sviluppo del cervello sono diverse: 136 giorni per la scimmia, 470 per l'essere umano. -La corteccia dell'uomo è 10 volte la superficie di quella della scimmia. -Il numero di sinapsi dei neuroni umani è tra i 7000 e 10000, nella scimmia rhesus tra i 2000 e i 6000. -I 91 geni coinvolti nei meccanismi neurali differiscono tra i due. -Le aree visuali differiscono per grandezza. -Mentre ci sono alcune aree visuali nella scimmia correlate a quelle umane, molte non lo sono.”
[…] “Non è affatto singolare per i ricercatori condurre esperimenti simili con piccole variazioni e nessuna applicazione clinica.”

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Dal VII Congreeso mondiale sui metodi alternativi ed uso degli animali nelle scienze biomediche 3/09/ 2009a cui hanno partecipato dr. Thomas Hartung Direttore dell' ECVAM , dr.Herman Koeter direttore scientifico dell'EFSA:

“L’attuale conoscenza del genoma, sia umano che di molte specie animali, ha prodotto un progresso scientifico di tale portata nelle aree della mappatura e dell’espressione geniche (genomica) da rendere possibile, nel prossimo futuro, la valutazione dei rischi e dei danni provocati dalle sostanze chimiche e microbiologiche con l’applicazione di questi nuovi strumenti, affiancati dalle attuali tecnologie informatiche (che mettono in collegamento e analizzano enormi quantità di dati) e dai sofisticati sistemi di sperimentazione in vitro di seconda generazione (che studiano i processi metabolici sub-cellulari). Il tutto senza ricorrere agli animali da laboratorio.

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Dott. Robert Matthews, “Quando gli animali falliscono il test” 2008:

“La compagnia farmaceutica tedesca nel 1957 lanciò un rimedio contro la nausea e l'insonnia per le donne in maternità, fu venduta in 40 Paesi diversi, la talidomide, nel 1960, 10000 bambini nati dalle madri che avevano usato la medicina,nacquero con malformazioni notevoli. I test usati per il medicinale sono stati gli stessi di quelli usati ora, la doppia prova su due specie animali diverse”
[…]“I test sugli animali falliscono in due modi: Il primo motivo è che non recepiscono alcuni elementi chimici che danneggiano gli esseri umani perché non risultano sugli animali, il secondo è che altri danneggiano gli animali e potrebbero essere positivi per l'uomo.”

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Prof. J.Rifkin, “Una vita senza veleni”, L'Espresso:

“Negli ultimi anni, gli scienziati hanno espresso con sempre più vigore i loro dubbi su di un metodo che, per valutare gli eventuali danni che una sostanza reca agli esseri umani, ritiene utile iniettare massicce dosi di tale sostanza nel corpo di animali da laboratorio. Mentre gli esseri umani, nel normale corso di una vita, sono esposti a ben più basse concentrazioni di quegli stessi agenti chimici.”[…] “Le prove di tossicità eseguite sugli animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità.” […] “Si stima che, nell'ambito del programma Reach, circa 50 milioni di animali saranno soggetti a sperimentazione, saranno destinati quindi a morire o a sopportare dolori atroci. Per il programma Reach sarebbe irragionevole basarsi su una sperimentazione animale inefficace e draconiana, i cui risultati sono, secondo il Rapporto della National Academy of Sciences, opinabili, costosi, inefficienti e non all'altezza del compito.”

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Dott. Fulco Pratesi, “Mai fidarsi del topolino”, L'Espresso:

“Il British Medical Journal (n. 328,28/2/04) sostiene che le prove sull'uomo si avviano ormai molto spesso senza attendere l'esito dei test su animali, eseguiti solo per obbligo di legge.”[…] “I test su animali permettono, con una scelta accurata della specie da usare, di fornire la risposta più adatta alle esigenze di mercato.”[…] “Il sistema più efficace per essere avvelenati dai funghi è, secondo gli esperti, quello di farli assaggiare al cane o al gatto di casa. Questo perché sostanze velenose per l'uomo sono del tutto innocue per altri animali.
Tant'è vero che la mortifera Amanita phalloides è mangiata impunemente da gatti e conigli, così come la cicuta, che portò a morte Socrate, è gradita dalle allodole (vi sono casi di cacciatori avvelenati per avere mangiato allodole che se ne erano cibate) e l'arsenico non danneggia le pecore.”[…]“Ricordiamo il recente caso del Tgn 1412, che, testato su sei giovani “volontari dopo l'esito positivo delle prove dei test su animali , li ha spediti direttamente in camera di rianimazione.” […] “La tossicogenomica avrebbe il grande vantaggio, come sostengono i biologi capitanati da Claude Reiss, tossicologo molecolare e direttore di ricerca emerito del CNRS di Parigi, non solo di garantire risultati altamente predittivi per l'uomo, ma anche di essere notevolmente meno costosa, straordinariamente più rapida, e di non richiedere l'uso di animali.”